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 Per il 2012 non se ne parla, ma con l'anno prossimo qualcosa potrebbe rimettersi in moto nel comparto dei progetti di nuovi centri commerciali. Monitorimmobiliare.it ne parla con Jerry Boschi, responsabile per lo sviluppo di Sonae Sierra Italia. D: Non si sente più parlare di sviluppo immobiliare nel nostro Paese. La situazione è sempre bloccata? Boschi: Sì, lo sviluppo di nuovo prodotto è fermo perché il settore bancario è fermo, impegnato a mettere ordine nel proprio portafoglio immobiliare e nelle esposizioni a rischio. Ma se non ripartono le linee di finanziamento, i nuovi progetti non ripartono: le banche stanno muovendo qualcosa sul fronte delle operazioni, più sicure, di investimenti a reddito su immobili esistenti, ma sul fronte sviluppo oggi in pista ci sono solo iniziative finanziate prima della seconda crisi partita l'estate scorsa. D: Lo stesso vale per il segmento del retail? Boschi: Fra tutti il retail è quello visto un po' meglio, perché i fatturati delle attività commerciali, a partire da quelle degli shopping center, ci sono, così come i consumi, anche se in flessione, continuano ad esserci. Basti pensare al boom della formula design outlet in Italia e al successo che hanno tra i consumatori. Più difficile parlare di development su prodotti come gli uffici, l'immobiliare per l'industria e in parte per la logistica, anche se quest'ultima negli ultimi mesi ha dimostrato una certa dinamicità. D: C'è qualche segnale che fa pensare ad una svolta? Boschi: Non è una situazione che si aggiusta in un arco temporale breve, quindi non entro il 2012 come avevamo sperato. Se ne riparlerà nel 2013 anche se è difficile fare previsioni, perché la voce sviluppo è la più impegnativa e l'ultima a rimettersi in moto, come abbiamo già visto nel corso della prima crisi post 2008. D: Le strategie di Sonae Sierra in questo momento quali sono? Boschi: Continuare a puntare sull'Europa, soprattutto su Germania e sull'Italia dove ora siamo in stand by. Non è facile per gli operatori che devono cercare di temporeggiare su progetti in sospeso e scadenze di permessi in corso, ma quando si riapriranno i rubinetti vogliamo essere pronti. D: Dove in Italia si potrebbero riaprire più opportunità nel retail? Boschi: Senz'altro al Sud, perché c'è più spazio per nuove operazioni e la formula shopping centre piace, senza però dimenticare l'ostacolo degli investitori che spesso hanno pregiudizi sul Mezzogiorno. D: L'ultima vostra apertura è il centro commerciale Le Terrazze di La Spezia: qual è il bilancio a quasi due mesi dall'inaugurazione del 21 marzo? Boschi: In un mese e mezzo abbiamo registrato un milione e mezzo di visitatori che è una buona premessa per raggiungere il target che ci siamo prefissati di 6 milioni di presenze in un anno. Positivi anche i primi dati sui fatturati, anche se il punto lo faremo solo dopo Natale. La città ha accolto bene questo nuovo progetto anche perché aveva una grande carenza di offerta commerciale e noi nel mix di insegne, che ci ha portato al 98% di spazi affittati, abbiamo puntato su un'alta percentuale di brand nuovi, cioè non presenti a La Spezia e provincia. L'altra componete forte delle Terrazze si sta rivelando la court food di 15 punti di ristorazione con scontrino medio dai 7-9 euro di spesa: anche questa per l'area di La Spezia è una novità, perché non esisteva niente del genere e ci sta dando grandi soddisfazioni. D: Il prossimo appuntamento con la community immobiliare è ad Eire a giugno a Fieramilano, poi ci sarà il Mapic ad ottobre a Cannes: è importante esserci? Boschi: Sì, serve sempre essere presenti, anche perchè se lo sviluppo, come abbiamo detto, è fermo e noi stiamo puntando sui servizi a terzi di know-how su progetti di develpoment e gestione e le fiere sono un'opportunità per intercettare nuovo business. Fonte: periodicoimmobiliare uscita del 21 Maggio 2012
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