Coronavirus, quali le conseguenze sui prezzi delle case in Italia?

A causa della diffusione del coronavirus ormai in tutto il mondo, S&P Global Ratings ha rivisto al ribasso le proprie stime di crescita globale: dalla precedente previsione di un +3,3% di Pil, ora si parla di un +2,8%, con un impatto del virus che raggiunge il mezzo punto percentuale sul Pil globale. Per quanto riguarda la sola area euro, la crescita sarà dello 0,5%, con l’Italia a pagare il prezzo più alto del rallentamento. Una maggiore stabilità della situazione si raggiungerà non prima del secondo trimestre, ammesso che le dinamiche della diffusione del virus si stabilizzino a loro volta.

Per quanto riguarda il mercato residenziale europeo, ci si aspetta una frenata nella crescita dei prezzi nel mercati dell’Europa occidentale, in parte, affermano da S&P, perché si stava già raggiungendo una fase matura del mercato in zone come la Spagna e l’Irlanda. Va comunque tenuto conto che il contesto di incentivi all’economia sarà probabilmente favorevole, ipotizzando che l’economia monetaria della Bce continuerà ora più che mai ad essere supportava, mantenendo quindi i tassi dei mutui a livelli interessanti.

Coronavirus e mercato immobiliare italiano

Della serie non tutto il male vien per nuocere, inoltre, la situazione attuale potrebbe addirittura dare la spinta ai prezzi immobiliari italiani. Per il nostro Paese S&P prevede infatti un aumento dello 0,5%, contro lo 0,1% dello scorso anno e dopo il calo dei prezzi registrato nei due anni precedenti. Elevata accessibilità economica e bassi costi di finanziamento supporteranno la domanda nelle regioni più dinamiche, con un aumento dei prezzi in termini aggregati.

Il mercato immobiliare italiano, si legge nel report di S&P, è stato caratterizzato da un certo dinamismo alla fine del 2019, registrando un andamento positivo nel terzo trimestre 2019 (+0,4%) per la prima volta dal 2016. I tassi di interesse si sono ridotti significativamente dall’1,85% di maggio a all’1,43% di novembre 2019, a seguito di una riduzione del premio per il rischio dei titoli di stato e di un ulteriore allentamento della politica monetaria della BCE.

Questo contesto è stato accompagnato da un allentamento degli standard creditizi: a novembre i prestiti alle imprese sono aumentati del 49%, portando a un ulteriore incremento delle transazioni (600.000 nel terzo trimestre del 2019, il valore più elevato dal 2011). L’andamento dei prezzi riflette il divario economico del paese: il Sud ha registrato un’ulteriore contrazione, mentre nelle regioni settentrionali e a Milano i prezzi hanno riportato una ripresa negli ultimi trimestri. Milano registra performance superiori rispetto al resto del paese, con un aumento dei prezzi del 5% annuo a dicembre 2019. In termini aggregati, la domanda di nuove abitazioni è in aumento, con un incremento positivo dei prezzi dalla fine del 2017. I prezzi nel secondo trimestre sono aumentati dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con appena un +0,1% per le abitazioni esistenti, soprattutto perché le nuove soluzioni abitative hanno quasi raggiunto i minimi storici.

Previsioni sul mercato immobiliare italiano 2020

Quali le previsioni? La recente epidemia di Coronavirus sta avendo un impatto negativo sulla crescita della Cina e su quella del resto del mondo, e questo potrebbe portare a una revisione al ribasso delle stime di crescita del Pil italiano, pari allo 0,4% per il 2020. Questo si tradurrà in una ripresa contenuta dei prezzi delle abitazioni. La creazione di posti di lavoro ha resistito relativamente bene in un contesto caratterizzato da una crescita lenta e dovrebbe continuare a prevenire possibili aumenti della disoccupazione.

Tuttavia il basso numero dei nuovi posti di lavoro continuerà a influire negativamente sulle prospettive di crescita del reddito delle famiglie. Detto questo, le condizioni favorevoli di accessibilità sosterranno la domanda di abitazioni, mai così accessibili in Italia dal 2002. Tassi di interesse storicamente bassi e rapporto prezzo/reddito superiore al 12%, ovvero al di sotto della media di lungo periodo, continueranno a sostenere la domanda di abitazioni nelle città e regioni italiane più dinamiche, come Milano e il nord Italia. Di conseguenza, le aspettative sono in continua evoluzione e dai sondaggi relativi al sentiment sui prezzi emergono aspettative per ulteriori aumenti.

 

fonte idealista.it

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