BONUS PRIMA CASA

Agevolazioni prima casa: che cosa succede se per lo stesso immobile prima si chiedono, poi si presenta istanza di rinuncia e infine si chiedono nuovamente indietro? Può sembrare strano, ma è quanto capitato a un contribuente che si è rivolto all’Agenzia delle Entrate per avere delucidazioni in merito.

La risposta dell’Ente è stata affermativa, ma solo perché nel caso in esame erano state rispettate alcune condizioni imprescindibili legate al cambio di residenza entro 18 mesi. Ecco tutti i dettagli.

Bonus prima casa: quando si può richiedere

Ricordiamo brevemente che le agevolazioni prima casa sono dei vantaggi fiscali (come per esempio l’imposta di registro al 2% anziché al 9% e l’imposta ipotecaria fissa di 50 euro) volti a favorire l’acquisto dell’abitazione principale da parte di tutti i cittadini. Per beneficiarne bisogna rispettare alcune condizioni. Ecco quali:

  • l’immobile si trova nel Comune in cui il contribuente lavora oppure ha o intende stabilire la residenza entro 18 mesi dall’acquisto.
  • L’acquirente non possiede altri immobili nel Comune.
  • L’acquirente non possiede altri immobili su tutto il territorio nazionale per i quali ha già beneficiato del bonus prima casa o si impegna a venderli entro un anno.
  • L’immobile non appartiene alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).

Il cambio di residenza deve avvenire entro 18 mesi

Torniamo al caso specifico del contribuente, il quale per gravi problemi di salute della compagna ha dovuto rinunciare ai benefici prima casa, salvo poi chiederli nuovamente indietro.

Il motivo per cui l’Agenzia delle Entrate ha dato il suo benestare è che è stato rispettato il vincolo dei 18 mesi, che come abbiamo visto è una condizione fondamentale per ottenere il bonus prima casa. L’istante infatti ha dichiarato di volersi trasferire nell’immobile agevolato entro 18 mesi, ma poi non ha potuto per motivi di salute e per questo ha presentato istanza di rinuncia e ha pagato le imposte maggiorate.

Alla fine invece il trasferimento si è davvero verificato, e senza che si sforasse il limite dei 18 mesi: ecco perché secondo l’Agenzia delle Entrate sussistono le condizioni per beneficiare delle agevolazioni prima casa. Al contribuente non resta altro che presentare una nuova revoca della precedente istanza.

FONTE IMMOBILIARE.IT

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